TABELLE DATI INCIDENTI FAUNA SELVATICA
| PIEMONTE | ||||||
| 2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 | TOTALE | |
| CAMOSCIO | 6 | 2 | 2 | 1 | 11 | |
| CAPRIOLO | 405 | 522 | 571 | 666 | 563 | 2727 |
| CERVO | 60 | 80 | 85 | 68 | 76 | 369 |
| CINGHIALE | 501 | 616 | 483 | 452 | 456 | 2508 |
| DAINO | 23 | 18 | 20 | 28 | 12 | 101 |
| MUFLONE | 1 | 1 | 1 | 3 | ||
| UNGULATI INDET. | 25 | 80 | 47 | 17 | 12 | 181 |
| TOTALE | 1014 | 1323 | 1209 | 1233 | 1121 | 5900 |
| TRENTINO | ||||||
| 2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 | TOTALE | |
| CAMOSCIO | 2 | 2 | 1 | 2 | 7 | |
| CAPRIOLO | 317 | 266 | 405 | 389 | 495 | 1872 |
| CERVO | 84 | 78 | 97 | 125 | 110 | 494 |
| CINGHIALE | 2 | 3 | 1 | 2 | 9 | 17 |
| DAINO | 0 | |||||
| MUFLONE | 0 | |||||
| UNGULATI INDET. | 0 | |||||
| TOTALE | 403 | 347 | 503 | 516 | 614 | 2383 |
| TOSCANA | ||||||
| 2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 | TOTALE | |
| CAMOSCIO | 0 | |||||
| CAPRIOLO | 121 | 119 | 162 | 158 | 183 | 743 |
| CERVO | 9 | 11 | 18 | 20 | 27 | 85 |
| CINGHIALE | 122 | 130 | 180 | 181 | 180 | 793 |
| DAINO | 20 | 23 | 28 | 28 | 40 | 139 |
| MUFLONE | 0 | |||||
| UNGULATI INDET. | 0 | |||||
| TOTALE | 272 | 283 | 388 | 387 | 430 | 1760 |
| MARCHE | ||||||
| 2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 | TOTALE | |
| CAMOSCIO | 0 | |||||
| CAPRIOLO | 424 | 424 | ||||
| CERVO | 0 | |||||
| CINGHIALE | 367 | 367 | ||||
| DAINO | 51 | 51 | ||||
| ISTRICI | 77 | 77 | ||||
| UNGULATI INDET. | 0 | |||||
| TOTALE | 0 | 0 | 0 | 919 | 0 | 919 |
ALTRI DATI
PRESENTAZIONE DEL CENTRO RACCOLTA DATI FAUNA INVESTITA IN ABRUZZO
Fabrizio M.[1]
[1] Centro Studi per le Reti Ecologiche della Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto
Gizio, Piazza Zannelli, 1, 67034 Pettorano sul Gizio (AQ), maurofabrizio@ecoview.it
In Abruzzo, così come nella maggior parte delle regioni italiane, i dati sulla fauna selvatica investita lungo le infrastrutture viarie sono catalogati da pochi Enti, i quali, tra l’altro, classificano solamente i dati relativi a quegli animali considerati di maggior pregio come ad esempio l’Orso bruno marsicano e il Lupo.
Una catalogazione più sistematica risulterebbe utile per individuare le aree di maggior passaggio faunistico e i tratti viari più pericolosi per gli automobilisti. Oltre a ciò si deve considerare che spesso, le uniche segnalazioni di presenza di alcune specie sono rappresentate da individui morti rinvenuti lungo le strade, per cui un data base esaustivo di tali informazioni potrebbe offrire un contributo determinante nella compilazione di check list e atlanti regionali.
Mancando un archivio unitario degli animali investiti, il Centro Studi per le Reti Ecologiche della Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto Gizio ha avviato un centro raccolta dati regionale. Per l’acquisizione sono state elaborate due tipologie di schede faunistiche, una per esperti ed una di più
facile compilazione.
Nel primo anno di attività sono state distribuite e raccolte numerose schede le cui informazioni sono classificate in un Sistema Informativo Territoriale.
Rete stradale italiana
6.532 km di autostrade
17.250 km di strade statali
151.570 km di strade regionali e provinciali
670.000 km di strade locali
19.472 km di ferrovie
Ogni 100 kmq sono presenti 277,1 km di strade (2,5% del territorio)
Il problema della mortalità stradale di fauna selvatica (road mortality) è di particolare rilevanza:
una stima ha calcolato una perdita annuale superiore a 15.000 animali in ciascuna provincia italiana;
per l’avifauna la perdita è di 25 uccelli/km di strada
Negli anni 1995-2000 ci sono stati 2083 incidenti con animali, e nella decade 1995-2005 si sono verificate 150 vittime e alcune centinaia di feriti.
Il danno medio ai veicoli per incidenti con ungulati e animali di media taglia è stato di 370-2200 Euro.
Studi sulla mortalità stradale (road mortality)
Un sistema nazionale di monitoraggio della mortalità stradale della fauna selvatica è ancora mancante in Italia.
Gli incidenti con la fauna sono riportati nelle statistiche nazionali (ISTAT), sebbene gli animali domestici e quelli selvatici non vengono distinti.
Comunque, esistono molti progetti e studi a livello locale:
dagli anni ’70 del secolo scorso sono stati effettuati alcuni studi di road mortality. Ad esempio, Ferri (1998) a livello nazionale ha stimato una perdita nell’ordine di milioni di piccoli animali/anno.
Uno studio nazionale è stato il Progetto “Gufi e strade” promosso dal Centro Italiano Studi Ornitologici (CISO).
I dati raccolti sono stati 888, da parte di 100 osservatori, come segue:
Civetta Athene noctua 362 (40,8%)
Barbagianni Tyto alba 330 (37,2%)
Gufo comune Asio otus 125 (14,1%)
Allocco Strix aluco 51 (5,7%)
Assiolo Otus scops 11 (1,2%)
Gufo reale Bubo bubo 7 (0,8%)
Gufo di palude Asio flammeus 2 (0,2%)
Diverse amministrazioni regionali e provinciali hanno sviluppato banche-dati sugli incidenti stradali con la fauna selvatica, e in alcuni casi si è proceduto alla localizzazione dei tratti stradali maggiormente a rischio.
Per scopi gestionali e amministrativi, in genere questi programmi riguardano sono gli ungulati.
INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO e BIODIVERSITA’
lo Stato dell dell’Arte in Italia
Arte Marco Dinetti
IENE -Infra-Eco-Network-Europe-Coordinatore per l’Italia
LIPU/BirdLife Italy –settore ecologia urbana
Oltre a compromettere la vitalità delle popolazioni selvatiche, gli incidenti con animali rappresentano un problema di sicurezza stradale, soprattutto se la specie coinvolta è di grossa taglia (ungulati). Le statistiche a livello nazionale riportano che nel 25% dei sinistri si hanno feriti, mentre nel 45 % dei casi si riscontrano seri danni agli autoveicoli.
I casi di collisione tra veicoli e fauna selvatica rappresentano un fatto di dimensioni ragguardevoli anche nel nostro Paese costituendo circa il 2% degli incidenti totali: 2-5% dei casi con feriti, 0,03-0,5% con morti tra gli occupanti i veicoli coinvolti (nel periodo 1995-2000 in Italia vi sono state 76 vittime) e 45% dei veicoli seriamente dan-neggiato. Il fenomeno è evidentemente rilevante sia per la sicurezza stradale sia per la tutela degli animali e quindi della biodiversità.
L’analisi della situazione nella provincia di Firenze si basa sugli incidenti con la fauna selvatica relativi al periodo 2001-2009 (circa 600) registrati dalla Provincia, dall’Università e dalla Società Auto-strade per l’Italia SpA Direzione 4° Tronco di Firenze. Il numero dei sinistri raccolti, dato che gran parte degli incidenti non viene denunciata dagli utenti, non è rappresentativo dell’effettiva dimen-sione del fenomeno.
REGIONE TOSCANA
Riassunto
Il fenomeno degli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica, in prevalenza dagli ungulati, sta assumendo in Toscana proporzioni rilevanti, con notevoli implicazioni di carattere sociale ed economico.
Nel 2004, la Regione Toscana ha perciò promosso la realizzazione di uno studio pluriennale sul tema “Incidenti stradali causati dalla fauna selvatica nella Regione Toscana”, al fine di conoscere con maggiore dettaglio le caratteristiche del problema per individuare possibili interventi di prevenzione o mitigazione.
Lo studio, proposto dal Centro Interuniversitario di Ricerca sulla Selvaggina e sui Miglioramenti Ambientali a Fini Faunistici (C.I.R.Se.M.A.F.) è stato svolto presso i Dipartimenti di Scienze Zootecniche (DI.SCI.Z0.) e di Ingegneria Agraria e Forestale (D.I.A.F.) dell’Università di Firenze.
L’indagine ha portato alla catalogazione delle denunce relative agli incidenti stradali, avvenuti sulla rete viaria Toscana nel periodo 2001‐2008 inoltrate alla Regione Toscana ed alle Amministrazioni provinciali. Successivamente, è stata effettuata un’analisi dettagliata del fenomeno per metterne in evidenza l’evoluzione e le principali peculiarità.
In questo volume sono illustrati i principali risultati ottenuti, viene delineato un quadro complessivo del fenomeno attraverso grafici e cartografie e sono esposte alcune considerazioni sulle diverse possibilità pratiche di mitigazione dello stesso.
I risultati scaturiti dall’indagine, in sintesi, hanno messo in luce che:
− il fenomeno è in crescita statisticamente significativa nell’intera Regione;
− interessa in diversa misura tutte le province toscane;
− il numero dei Comuni interessati è aumentato nel tempo;
− le principali specie selvatiche coinvolte sono gli ungulati, in primo luogo, il Cinghiale e il Capriolo;
− gli incidenti avvengono in tutti i giorni della settimana e aumentano nel fine settimana;
− la fascia oraria a maggiore rischio è quella compresa fra il crepuscolo e le prime ore del mattino;
− la presenza consistente degli animali non è l’unica e principale causa degli incidenti;
− la consapevolezza dei conducenti ed il comportamento alla guida giocano un ruolo fondamentale nell’evitare i sinistri o nel determinare conseguenze più o meno gravi degli eventi.
ALCUNI DATI
Grafico relativo alla Provincia di Firenze
Grafico relativo al Comune di Alghero
Grafico relativo alla Regione Trentino
Grafico relativo Regione Trentino
Grafici relativi alla Regione Piemonte
Grafici relativi alla Provincia di Torino
Grafico relativo alla Provincia di Cuneo
Grafico relativo alla Provincia di Cuneo
Grafico relativo alla Regione Toscana
Grafico relativo alla Regione Toscana
Grafico relativo alla Regione Toscana
Grafico relativo alla Regione Toscana
Grafico relativo alla Regione Toscana
Grafico relativo alla Regione Sardegna
DATI SULLA MORTALITA’ STRADALE DI VERTEBRATI LUNGO STRADE ITALIANE :
provincia di Torino: 358 ungulati (1993-98)
30 km (provincia di Novara): 65 serpenti (luglio 1981-novembre 1984)
35 km strada statale (provincia di Novara): 134 vertebrati (luglio 1986-giugno 1987)
provincia di Alessandria: 11.905 vertebrati (1995-2000)
provincia di Alessandria: 339 lepri (1995-98)
provincia di Milano e Pavia: 385 vertebrati (marzo 1979-marzo 1980)
S.P. 76 Lago d’Endine (Bergamo): 600-700 rospi/anno
520 km tra Bolzano e Grosseto: 34 rapaci notturni (estate 1993-estate 1995)
13 km (vecino Trento): 60 vertebrati (gennaio-luglio 1987)
Colli Euganei (provincia di Padova): 3,2 ricci/100 km (novembre 1996-settembre 1997)
provincia di Belluno: 1780 animali (gennaio 1989-dicembre 1999)
provincia di Trieste: 374 caprioli (1970-1976)
autostrade Bologna-Monfalcone: 70 rapaci notturni (dicembre 1998-marzo 1999)
provincia di Modena: 100 collisioni/anno con animali medio-grandi (1997-1999)
Romagna: 0,6 ricci/km
S.S. 439 (provincia di Pisa): 168 vertebrati (giugno-novembre 1999)
S.S. Grosseto-Siena: 1097 animali/100 km/anno (gennaio-febbraio 1998)
15 km Marche: 1629 vertebrati (maggio 1980-agosto 1982)
45 km S.S. 360 and S.P. 12 (provincia di Ancona): 250-300 vertebrati/anno (1995-2000)
6 km strada C. Colombo (vicino Roma): 253 uccelli (novembre 1973-marzo 1974)
cinque tratti strade statali e provinciali (provincia di Viterbo): 107 ricci (maggio 2000-giugno 2001)
22 km S.P. 42 (provincia di Rieti): 70 vertebrati (settembre 1994-giugno 1997)
Parco Nazionale Abruzzo: 25 lupi e 9 orsi (1970-1974)
37 km Calabria: 91 ricci (gennaio-dicembre 2001)
ARTICOLO TRATTO DAL WEB
Nel 2009 animali selvatici coinvolti in 30mila incidenti stradali
Nell’82% dei casi gli animali muoiono, record in Lombardia
ROMA – Sono almeno trentamila gli incidenti stradali che ogni anno vedono coinvolti animali selvatici di medie e grosse dimensioni, soprattutto cervi, caprioli e cinghiali. I dati sono stati raccolti dal servizio statistico di Aidaa, l’associazione italiana a tutela degli animali e dell’ambiente, e sono desunti dalle segnalazioni dirette ricevute dagli sportelli dell’associazione, dalle richieste di consulenze legali del tribunale degli animali di Aidaa e dalla comparazione dei dati con quelli di alcune compagnie di assicurazioni italiane.
Dei circa 30.000 incidenti stradali che coinvolgono animali selvatici che sono avvenuti nel 2009 almeno nel 60% dei casi sono avvenuti nelle ore serali o notturne in strade di montagna. Le regioni che detengono il record degli incidenti stradali con il coinvolgimento di animali selvatici sono la Lombardia,il Trentino, il Piemonte, seguite da Lazio, Umbria, Veneto Emilia Romagna e Toscana.
Gli animali che maggiormente sono rimasti coinvolti sono ungulati di grandi dimensioni come cervi e caprioli, i cinghiali ma anche specie di animali protetti che vivono in montagna come le volpi. In pianura, invece, il maggior numero di incidenti ha avuto come protagonisti le faine. Secondo i dati elaborati dall’Aidaa, almeno nell’82% dei casi seguiti direttamente dall’associazione gli animali coinvolti negli incidenti sono morti. Le auto coinvolte in almeno l’85% dei casi riportano danni di non lieve entità e nel 2009 sono stati almeno 2.000 i feriti e 45 i morti dovuti agli incidenti automobilistici che hanno coinvolto gli animali selvatici.
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Ogni anno in Europa si verificano 500.000 incidenti con ungulati. In Italia lo scontro tra veicoli e fauna selvatica rappresenta il 2% degli incidenti ed ha provocato 76 vittime (periodo 1995–2000).














