BIODIVERSITA’ 2010
DONAZIONI
  • CARNIVORES, CONFLICT, AND CONSERVATION: DEFINING THE LANDSCAPE OF CONFLICT
    Mitigating conflict between humans and large carnivores is one of the most pressing and intractable concerns in conservation. Yet, there has been surprisingly little effort devoted to incorporating risk assessments of conflict in carnivore conservation and land-use planning. Because human-carnivore conflict can have far-reaching societal and environmental im […]
  • Disease Risks ·Posed by Wild Birds Associated with Agricultural Landscapes
    There are over 1,400 cataloged human pathogens, with approximately 62% classified as zoonotic (Taylor et aI., 2001). While most evidence of direct transmission of pathogens to humans involves domestic and companion animals, the reservoir for most zoonoses is wildlife, yet there are relatively few well-documented cases for the direct involvement of transmissi […]
  • The Chemical Senses in Birds
    7.1 CHEMICAL SENSES The chemical senses generally fall into three categories: chemesthesis (irritation and pain), olfaction (smell), and gustation (taste). Traditionally, the emphasis in describing responsiveness to chemical stimuli has been placed on taste and smell. The reality is more complex. For example, the sensory afferents for chemesthetic perception […]
  • TUPINAMBIS MERIANAE(Argentine Giant Tegu); PANTHERO- PHIS GUTTATUS (Red Cornsnake). NON-PREDATORY KILLING
    Tupinambis merianae is an established invasive lizard in Florida, USA, where a population was discovered initially in Balm Boyette Scrub Preserve, Hillsborough Co. (Enge et al. 2006. In Proceedings 28th Annual Gopher Tortoise Council Meeting. Valdosta, Georgia; Engeman et al. 2011. Curro Zool. 57:599-612). The threats posed by this species to native species […]
  • Demonstration of Avian Control® bird repellent (a.i., methyl anthranilate) for managing blackbird damage to ripening sunflower.
    After the reproductive period, blackbirds in the northern Great Plains aggregate in large flocks that feed on ripening crops, especially sunflower. At today’s prices, blackbirds eat about $8–12 million of sunflower annually in northern Great Plains, with most of this damage occurring in North Dakota and South Dakota (Peer et al. 2003). Additional expenditure […]
  • Open Field Test with Avipel Bird Repellent: Year I
    Since the mid-1900s, blackbird depredation has become an expensive problem for farmers in the Great Plains region of the United States and Canada (Blackwell et al. 2003). Damage to crops from blackbirds costs the growers of sunflower millions annually (Peer et al. 2003). The problem stems from two concurrent events: ripening of sunflowers and fledging of mil […]
  • PSEUDORABIES (AUJESZKY’S DISEASE)
    […]
  • Invasives: The High Cost of Indifference
    At one time, wildlife professionals may have been blissfully ignorant about invasive species, classifying “plants” as lawn grass, flowers, trees, or weeds, and putting animals into two groups: species with bag limits and everything else. But those days of ignorance are long past. We see how invasives threaten local, even global, ecosystems, and we need to he […]
  • SAFETY AND IMMUNOGENICITY OF ONRAB® IN RACCOONS AND SKUNKS IN WEST VIRGINIA – 2011 FIELD TRIAL REPORT
    In 2011, a field trial was conducted in southeastern West Virginia to evaluate the safety and immunogenicity of a live recombinant human adenovirus (serotype 5)-rabies glycoprotein vaccine (ONRAB®) in wild raccoons and skunks. ONRAB® was selected for evaluation based on the success achieved in eliminating raccoon rabies from Ontario and Quebec, Canada, throu […]
  • New World Bats Harbor Diverse Influenza A Viruses
    Aquatic birds harbor diverse influenza A viruses and are a major viral reservoir in nature. The recent discovery of influenza viruses of a new H17N10 subtype in Central American fruit bats suggests that other New World species may similarly carry divergent influenza viruses. Using consensus degenerate RT-PCR, we identified a novel influenza A virus, designat […]
Vespe e calabroni: come difendersi senza nuocere all’ambiente e possibilmente senza ucciderli.

 

Vespa crabro (Calabrone)

Sia vespe che calabroni, come tutti gli animali selvatici non hanno alcun interesse a pungere l’uomo se non quando direttamente minacciati: quando vedete una vespa o un calabrone (ma anche più di uno, non spaventatevi!) gironzolarvi intorno ed appoggiarsi su di voi state tranquilli, dopo un po’ se ne andrà. Quando siete al mare bagnati d’acqua dolce dopo aver fatto la doccia, le vespe potrebbero appoggiarsi su di voi e lo fanno solo per bere qualche goccia d’acqua! L’importante è non farsi cogliere dal panico agitando le braccia, degli stracci cercando di allontanare gli animali o peggio di ucciderli: così facendo finireste soltanto per innervosirli e richiamare “i rinforzi” con una maggiore probabilità di essere aggrediti. Dovete sapere infatti che alcuni imenotteri sociali tra cui vespe e calabroni quando vengono molestati o schiacciati liberano dei feromoni (sostanze volatili che servono per comunicare con gli individui della stessa specie), un segnale d’allarme che richiamerà altri individui pronti ad attaccare. Ripeto che non si tratta di attacchi casuali ma sempre innescati da una minaccia/uccisione di qualche individuo.

 

Per prevenire l’avvicinamento di vespe e calabroni evitate di lasciare in giro sostanze zuccherine, residui di frutta, bucce, ma anche altri residui alimentari come carni o pesce (vespe e calabroni a differenza delle api si nutrono anche di carni).

 

Evitate assolutamente gli insetticidi: sono un vero e proprio flagello ambientale, oltre che tossici e pericolosi per la salute umana e degli animali domestici. Non sono selettivi ed uccidono tutti gli insetti e aracnidi senza distinzioni. Sono responsabili della morìa delle api e di altri insetti pronubi di cui ne stanno piano piano determinando l’estinzione. Gli insetti pronubi (impollinatori) sono alla base della riproduzione della quasi totalità dei vegetali di cui ci nutriamo e di cui si nutrono altre specie animali. Se dovessero diminuire ancora gli insetti pronubi ciò avrebbe effetti catastrofici anche sulla vita umana.

 

Ricordate che le vespe ed i calabroni sono utili a mantenere l’equilibrio negli ecosistemi e anche se non direttamente, sono utili all’uomo in quanto controllano molti insetti nocivi in agricoltura.

 

Cosa fare se vi ritrovate un favo di vespe nel giardino o sul terrazzo?

 

1 – Ricordate quanto detto sopra, ovvero che se non molestati difficilmente tali animali vi rincorreranno per pungervi, poiché non è proprio nel loro interesse. Ho ospitato per un’estate intera un favo di vespe sul terrazzo: se queste si abituano a riconoscere le persone come “non pericolose” potrete tranquillamente ignorarvi a vicenda. Davo addirittura loro da mangiare dei pezzettini di frutta in prossimità del favo! Le vespe sono imenotteri sociali la cui intelligenza non è da sottovalutare, anche se è diversa da quella di un mammifero.
2 – Vi conviene lasciarle stare poiché le vespe  formano colonie stagionali: tutti i componenti della famiglia (cioè maschi, operaie e la stessa madre fondatrice del nido) si estinguono naturalmente in autunno con l’arrivo dei primi freddi; sopravvivono soltanto alcune femmine fecondate, che riescono a svernare in anfratti (sotto tetti, entro cassonetti delle tapparelle, crepe dei muri, ecc…) e che in primavera daranno inizio ad una nuova colonia. Se proprio non potete fare a meno di ucciderle poiché si tratta di situazioni veramente pericolose, cercate di richiedere l’ intervento di personale specializzato che non faccia uso di insetticidi di sintesi o particolarmente residuali (cioè che permangono nell’ambiente). Soprattutto accertatevi prima che invece di vespe non si tratti di api, animali protetti dalla legge ed  in via di estinzione: in questo caso è previsto l’intervento gratuito di un apicoltore che rimuoverà l’alveare. In caso di problemi di api o affini si rimanda all’articolo specifico. Per calabroni e vespe, riveste particolare importanza la prevenzione.

PREVENZIONE: Per prevenire nuove colonizzazioni da parte di vespe e calabroni ed evitare il loro occasionale ingresso all’interno delle abitazioni è spesso sufficiente l’installazione di zanzariere alle finestre, provvedere ad una accurata gestione dei rifiuti e degli alimenti, evitando l’abbandono incontrollato di sostanze organiche (in particolare zuccheri, carni, ed altre sostanze proteiche) fortemente attrattive nei loro confronti.

Vespe e calabroni (molto più raramente le api) possono costruire i favi in prossimità o addirittura all’interno degli edifici stessi, in luoghi tranquilli e riparati.

Per evitare spiacevoli sorprese è perciò opportuno:

·       Controllare già a partire dai mesi di marzo ed aprile periodicamente quelle parti degli stabili solitamente preferiti dalle vespe per nidificare quali solai e sottotetti, cassonetti delle tapparelle, altri manufatto con fessure comunicanti con l’esterno (cassette contatori, ecc…) ispezionati raramente alla ricerca di eventuali favi in corso di formazione e rimuovendoli tempestivamente.
·      Sigillare crepe o fessure eventualmente presenti in pareti esterne o comunicanti con anfratti nonispezionabili (innesti tubazioni e canalizzazioni, ecc..).
·       Utilizzare prodotti repellenti per gli spazi non raggiungibili che possono diventare siti di nidificazione, ad esempio cassonetti di tapparelle, sotto di coppi e coperture in genere (esempio pastiglie di canfora o naftalina, piretro, ecc.)
M. Cassotta
 
Le vespe del genere Polystes che ho ospitato nel mio terrazzo per una stagione
 
Una vespa fotografata da vicino in prossimità del favo che si trovava all’interno del buco
che si vede in figura. Si può notare come nonostante io fossi vicinissima al nido le vespe non
mi attaccassero, poiché mi “conoscevano” come “amica” e non pericolosa per loro.

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