BIODIVERSITA’ 2010
DONAZIONI
  • Estimates of Energy and Prey Requirements of Wolverines
    Wolverine (Gulo gulo) populations have decreased throughout much of their North American range and there is interest in establishing recovery programs in the Sierra Nevada of California and the Rocky Mountains of Colorado. Determining the sufficiency of prey resources is an important consideration for initiating wolverine recovery, yet there are limited data […]
  • Assessment of Human-Coyote Conflicts: City and County of Broomfield, Colorado
    In the summer of 2011, the Anthem Highlands neighborhood of the City and County of Broomfield (Broomfield), Colorado experienced multiple serious incidents between humans and coyotes. Broomfield has a detailed policy about coexisting with wildlife in general, and coyotes in particular, that includes extensive public education and outreach. Because of the ser […]
  • Vertebrate Species Introductions in the United States and its Territories
    Thousands of species of plants and animals have been introduced to various parts of the world (Pimental 2011). Greatly increased levels of travel and international trade have been, in large part, responsible, but many pathways of introduction are involved and these vary by taxonomic group. Much concern, action, and funding has been directed towards invasive […]
  • Eradication of Invasive Rodents on Islands of the United States
    Many invasive rodents have become established in the United States and its territories. The list of invasive species includes several species of rats (Rattus spp.), house mice (Mus musculus), nutria (Myocastor coypus), Gambian giant pouched rats (Cricetomys gambianus), arctic ground squirrels (Spermophilus undulates), hoary marmots (Marmota caligata), voles […]
  • The Introduction, Impacts, And Management of a Large, Invasive, Aquatic Rodent In The United States
    Marshes, both tidal and non-tidal, are productive and complex ecosystems. The water in these systems ranges from fresh, to brackish, to saline as one moves from inland to coastal areas. Marshes are an interface between upland and aquatic habitats, and many biotic and abiotic processes lead to increased species richness and diversity (Gedan et al., 2009). Mar […]
  • Invasive Rodents In The United States: Ecology, Impacts, And Management
    Many invasive rodents have become established in the United States and its territories. The species include several species of Rattus, house mice (Mus musculus), Gambian giant pouched rats (Cricetomys gambianus), ground squirrels (Spermophilus parryii), nutria (Myocastor coypus) and marmots (Marmota caligata). While most were introduced accidently, some were […]
  • An assessment of seedling damage by wild house mice (Mus musculus) and wild deer mice (Peromyscus spp.)
    Although it is known that voles will damage seedlings, we do not know the extent to which deer mice (Peromyscus spp.) and house mice (Mus musculus Linnaeus, 1758) damage seedlings. Knowing this information can assist resource managers in better targeting problem species and implementing appropriate management actions. We planted and monitored ponderosa pine […]
  • Beyond use versus availability: behaviour-explicit resource selection
    Resource selection studies are common in the wildlife ecology literature and typically rely on the comparison of locations used by wildlife and locations assumed to be available for use but where use was not observed. While standard use availability designs are helpful for establishing general patterns of species occurrence, they are limited in their ability […]
  • Historical And Current Status Of Laughing Gulls Breeding In New York State
    The Laughing Gull (Leucophaeus atricilla) was extirpated as a breeding bird from New York State by 1900. Recolonization of coastal New York by this colonial waterbird occurred in 1979 with discovery of 15 breeding pairs in Jamaica Bay (Queens County) New York, New York. We conducted a survey of Long Island salt marsh habitats in 2008 to document if other bre […]
  • Avian use of solid waste transfer stations
    Transfer stations are an important component of modern solid waste management systems. Solid waste management facilities (e.g., landfills) are very attractive to and used by many birds, resulting in a variety of health and safety problems, including disease transmission to humans and increased risk of wildlife–aircraft collisions. In the United States, the F […]
Vespe e calabroni: come difendersi senza nuocere all’ambiente e possibilmente senza ucciderli.

 

Vespa crabro (Calabrone)

Sia vespe che calabroni, come tutti gli animali selvatici non hanno alcun interesse a pungere l’uomo se non quando direttamente minacciati: quando vedete una vespa o un calabrone (ma anche più di uno, non spaventatevi!) gironzolarvi intorno ed appoggiarsi su di voi state tranquilli, dopo un po’ se ne andrà. Quando siete al mare bagnati d’acqua dolce dopo aver fatto la doccia, le vespe potrebbero appoggiarsi su di voi e lo fanno solo per bere qualche goccia d’acqua! L’importante è non farsi cogliere dal panico agitando le braccia, degli stracci cercando di allontanare gli animali o peggio di ucciderli: così facendo finireste soltanto per innervosirli e richiamare “i rinforzi” con una maggiore probabilità di essere aggrediti. Dovete sapere infatti che alcuni imenotteri sociali tra cui vespe e calabroni quando vengono molestati o schiacciati liberano dei feromoni (sostanze volatili che servono per comunicare con gli individui della stessa specie), un segnale d’allarme che richiamerà altri individui pronti ad attaccare. Ripeto che non si tratta di attacchi casuali ma sempre innescati da una minaccia/uccisione di qualche individuo.

 

Per prevenire l’avvicinamento di vespe e calabroni evitate di lasciare in giro sostanze zuccherine, residui di frutta, bucce, ma anche altri residui alimentari come carni o pesce (vespe e calabroni a differenza delle api si nutrono anche di carni).

 

Evitate assolutamente gli insetticidi: sono un vero e proprio flagello ambientale, oltre che tossici e pericolosi per la salute umana e degli animali domestici. Non sono selettivi ed uccidono tutti gli insetti e aracnidi senza distinzioni. Sono responsabili della morìa delle api e di altri insetti pronubi di cui ne stanno piano piano determinando l’estinzione. Gli insetti pronubi (impollinatori) sono alla base della riproduzione della quasi totalità dei vegetali di cui ci nutriamo e di cui si nutrono altre specie animali. Se dovessero diminuire ancora gli insetti pronubi ciò avrebbe effetti catastrofici anche sulla vita umana.

 

Ricordate che le vespe ed i calabroni sono utili a mantenere l’equilibrio negli ecosistemi e anche se non direttamente, sono utili all’uomo in quanto controllano molti insetti nocivi in agricoltura.

 

Cosa fare se vi ritrovate un favo di vespe nel giardino o sul terrazzo?

 

1 – Ricordate quanto detto sopra, ovvero che se non molestati difficilmente tali animali vi rincorreranno per pungervi, poiché non è proprio nel loro interesse. Ho ospitato per un’estate intera un favo di vespe sul terrazzo: se queste si abituano a riconoscere le persone come “non pericolose” potrete tranquillamente ignorarvi a vicenda. Davo addirittura loro da mangiare dei pezzettini di frutta in prossimità del favo! Le vespe sono imenotteri sociali la cui intelligenza non è da sottovalutare, anche se è diversa da quella di un mammifero.
2 – Vi conviene lasciarle stare poiché le vespe  formano colonie stagionali: tutti i componenti della famiglia (cioè maschi, operaie e la stessa madre fondatrice del nido) si estinguono naturalmente in autunno con l’arrivo dei primi freddi; sopravvivono soltanto alcune femmine fecondate, che riescono a svernare in anfratti (sotto tetti, entro cassonetti delle tapparelle, crepe dei muri, ecc…) e che in primavera daranno inizio ad una nuova colonia. Se proprio non potete fare a meno di ucciderle poiché si tratta di situazioni veramente pericolose, cercate di richiedere l’ intervento di personale specializzato che non faccia uso di insetticidi di sintesi o particolarmente residuali (cioè che permangono nell’ambiente). Soprattutto accertatevi prima che invece di vespe non si tratti di api, animali protetti dalla legge ed  in via di estinzione: in questo caso è previsto l’intervento gratuito di un apicoltore che rimuoverà l’alveare. In caso di problemi di api o affini si rimanda all’articolo specifico. Per calabroni e vespe, riveste particolare importanza la prevenzione.

PREVENZIONE: Per prevenire nuove colonizzazioni da parte di vespe e calabroni ed evitare il loro occasionale ingresso all’interno delle abitazioni è spesso sufficiente l’installazione di zanzariere alle finestre, provvedere ad una accurata gestione dei rifiuti e degli alimenti, evitando l’abbandono incontrollato di sostanze organiche (in particolare zuccheri, carni, ed altre sostanze proteiche) fortemente attrattive nei loro confronti.

Vespe e calabroni (molto più raramente le api) possono costruire i favi in prossimità o addirittura all’interno degli edifici stessi, in luoghi tranquilli e riparati.

Per evitare spiacevoli sorprese è perciò opportuno:

·       Controllare già a partire dai mesi di marzo ed aprile periodicamente quelle parti degli stabili solitamente preferiti dalle vespe per nidificare quali solai e sottotetti, cassonetti delle tapparelle, altri manufatto con fessure comunicanti con l’esterno (cassette contatori, ecc…) ispezionati raramente alla ricerca di eventuali favi in corso di formazione e rimuovendoli tempestivamente.
·      Sigillare crepe o fessure eventualmente presenti in pareti esterne o comunicanti con anfratti nonispezionabili (innesti tubazioni e canalizzazioni, ecc..).
·       Utilizzare prodotti repellenti per gli spazi non raggiungibili che possono diventare siti di nidificazione, ad esempio cassonetti di tapparelle, sotto di coppi e coperture in genere (esempio pastiglie di canfora o naftalina, piretro, ecc.)
M. Cassotta
 
Le vespe del genere Polystes che ho ospitato nel mio terrazzo per una stagione
 
Una vespa fotografata da vicino in prossimità del favo che si trovava all’interno del buco
che si vede in figura. Si può notare come nonostante io fossi vicinissima al nido le vespe non
mi attaccassero, poiché mi “conoscevano” come “amica” e non pericolosa per loro.

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