BIODIVERSITA’ 2010
DONAZIONI
  • Hazards to wildlife associated with 1080 baiting for California ground squirrels
    Under an Environmental Protection Agency (EPA) Interagency Agreement, we evaluated the hazards to wildlife associated with aerial 1080 (sodium monofluoroacetate) baiting for California ground squirrels (Spermophilus beecheyi fisheri). We conducted the study in Tulare County, in south-central California, in the eastern foothills of the San Joaquin Valley. Veg […]
  • Integrating mammalian hazards with management at U.S. civil airports: a case study.
    Wildlife incidents with U.S. civil aircraft cost an estimated $1.4 billion from 1990 to 2010, with mammals 5 times more likely to cause damage than other wildlife. We surveyed 2 general aviation (GA) airports and 6 Part-139 certificated (i.e., certified) airports to assess efficacy of management practices for mammalian species hazardous to aircraft. We obtai […]
  • New species records and changes in abundance of waterfowl in northwest Greenland
    Breeding populations of Nearctic and Palearctic waterfowl have undergone significant changes in abundance and distribution over the past 50 years. The Avanersuaq District in northwest Greenland is home to an assemblage of waterfowl from both geographic areas; however, minimal historic or current information is available on species abundance. In 2008 and 2009 […]
  • Forecasting the spread of raccoon rabies using a purpose-specific group decision-making process.
    The Centers for Disease Control (CDC) and USDA Wildlife Services (WS) have been involved in an oral rabies vaccination (ORV) program for raccoons (Procyon lotor) that has slowed the westward spread of raccoon rabies. The objective of this study was to forecast the spread of the disease if an ORV zone was not maintained. A group decision-making process was de […]
  • Effectiveness of Rodenticides for Managing Invasive Roof Rats and Native Deer Mice in Orchards
    Roof rats (Rattus rattus) and deer mice (Peromyscus maniculatus) are occasional pests of nut and tree fruit orchards throughout California and in many other parts of the USA and beyond. In general, the most practical and cost-effective control method for rodents in many agricultural environments is the use of rodenticides (toxic baits), but little or no info […]
  • Stochasticity in Natural Forage Production Affects Use of Urban Areas by Black Bears: Implications to Management of Human-Bear Conflicts
    The rapid expansion of global urban development is increasing opportunities for wildlife to forage and become dependent on anthropogenic resources. Wildlife using urban areas are often perceived dichotomously as urban or not, with some individuals removed in the belief that dependency on anthropogenic resources is irreversible and can lead to increased human […]
  • Consequences Associated with the Recent Range Expansion of Nonnative Feral Swine
    Feral swine (Sus scrofa) have been repeatedly introduced to locations around the world. Aided by both an adaptable biology and deliberate introductions by people, the range of invasive feral swine in the United States has expanded from 17 to 38 states over the past 30 years. The swine’s generalist diet combined with high population densities can complicate e […]
  • Population Dynamics of Double-Crested Cormorants in Two Interior Breeding Areas
    Because of rapid population expansion, conflicts between double-crested cormorants (Phalacrocorax auritus) and humans have increased, particularly at aquaculture facilities in the Lower Mississippi River Valley (LMRV), United States. Although key demographic information on the Interior population is sparse, management decisions for population reduction are a […]
  • Interactions Between Wildlife and Civil Aircraft in Mississippi
    Collisions between aircraft and wildlife have increased markedly since first recorded in 1905. These strikes threaten human safety and cost the United States civil aviation industry >$677 million annually. We examined the Federal Aviation Administration’s national wildlife strike database records from 1990–2010 to characterize reported strikes with civil […]
  • Effects of Vehicle Speed on Flight Initiation by Turkey Vultures: Implications for Bird-Vehicle Collisions
    The avoidance of motorized vehicles is a common challenge for birds in the modern world. Birds appear to rely on antipredator behaviors to avoid vehicles, but modern vehicles (automobiles and aircraft) are faster than natural predators. Thus, birds may be relatively ill-equipped, in terms of sensory capabilities and behaviors, to avoid vehicles. We examined […]
Vespe e calabroni: come difendersi senza nuocere all’ambiente e possibilmente senza ucciderli.

 

Vespa crabro (Calabrone)

Sia vespe che calabroni, come tutti gli animali selvatici non hanno alcun interesse a pungere l’uomo se non quando direttamente minacciati: quando vedete una vespa o un calabrone (ma anche più di uno, non spaventatevi!) gironzolarvi intorno ed appoggiarsi su di voi state tranquilli, dopo un po’ se ne andrà. Quando siete al mare bagnati d’acqua dolce dopo aver fatto la doccia, le vespe potrebbero appoggiarsi su di voi e lo fanno solo per bere qualche goccia d’acqua! L’importante è non farsi cogliere dal panico agitando le braccia, degli stracci cercando di allontanare gli animali o peggio di ucciderli: così facendo finireste soltanto per innervosirli e richiamare “i rinforzi” con una maggiore probabilità di essere aggrediti. Dovete sapere infatti che alcuni imenotteri sociali tra cui vespe e calabroni quando vengono molestati o schiacciati liberano dei feromoni (sostanze volatili che servono per comunicare con gli individui della stessa specie), un segnale d’allarme che richiamerà altri individui pronti ad attaccare. Ripeto che non si tratta di attacchi casuali ma sempre innescati da una minaccia/uccisione di qualche individuo.

 

Per prevenire l’avvicinamento di vespe e calabroni evitate di lasciare in giro sostanze zuccherine, residui di frutta, bucce, ma anche altri residui alimentari come carni o pesce (vespe e calabroni a differenza delle api si nutrono anche di carni).

 

Evitate assolutamente gli insetticidi: sono un vero e proprio flagello ambientale, oltre che tossici e pericolosi per la salute umana e degli animali domestici. Non sono selettivi ed uccidono tutti gli insetti e aracnidi senza distinzioni. Sono responsabili della morìa delle api e di altri insetti pronubi di cui ne stanno piano piano determinando l’estinzione. Gli insetti pronubi (impollinatori) sono alla base della riproduzione della quasi totalità dei vegetali di cui ci nutriamo e di cui si nutrono altre specie animali. Se dovessero diminuire ancora gli insetti pronubi ciò avrebbe effetti catastrofici anche sulla vita umana.

 

Ricordate che le vespe ed i calabroni sono utili a mantenere l’equilibrio negli ecosistemi e anche se non direttamente, sono utili all’uomo in quanto controllano molti insetti nocivi in agricoltura.

 

Cosa fare se vi ritrovate un favo di vespe nel giardino o sul terrazzo?

 

1 – Ricordate quanto detto sopra, ovvero che se non molestati difficilmente tali animali vi rincorreranno per pungervi, poiché non è proprio nel loro interesse. Ho ospitato per un’estate intera un favo di vespe sul terrazzo: se queste si abituano a riconoscere le persone come “non pericolose” potrete tranquillamente ignorarvi a vicenda. Davo addirittura loro da mangiare dei pezzettini di frutta in prossimità del favo! Le vespe sono imenotteri sociali la cui intelligenza non è da sottovalutare, anche se è diversa da quella di un mammifero.
2 – Vi conviene lasciarle stare poiché le vespe  formano colonie stagionali: tutti i componenti della famiglia (cioè maschi, operaie e la stessa madre fondatrice del nido) si estinguono naturalmente in autunno con l’arrivo dei primi freddi; sopravvivono soltanto alcune femmine fecondate, che riescono a svernare in anfratti (sotto tetti, entro cassonetti delle tapparelle, crepe dei muri, ecc…) e che in primavera daranno inizio ad una nuova colonia. Se proprio non potete fare a meno di ucciderle poiché si tratta di situazioni veramente pericolose, cercate di richiedere l’ intervento di personale specializzato che non faccia uso di insetticidi di sintesi o particolarmente residuali (cioè che permangono nell’ambiente). Soprattutto accertatevi prima che invece di vespe non si tratti di api, animali protetti dalla legge ed  in via di estinzione: in questo caso è previsto l’intervento gratuito di un apicoltore che rimuoverà l’alveare. In caso di problemi di api o affini si rimanda all’articolo specifico. Per calabroni e vespe, riveste particolare importanza la prevenzione.

PREVENZIONE: Per prevenire nuove colonizzazioni da parte di vespe e calabroni ed evitare il loro occasionale ingresso all’interno delle abitazioni è spesso sufficiente l’installazione di zanzariere alle finestre, provvedere ad una accurata gestione dei rifiuti e degli alimenti, evitando l’abbandono incontrollato di sostanze organiche (in particolare zuccheri, carni, ed altre sostanze proteiche) fortemente attrattive nei loro confronti.

Vespe e calabroni (molto più raramente le api) possono costruire i favi in prossimità o addirittura all’interno degli edifici stessi, in luoghi tranquilli e riparati.

Per evitare spiacevoli sorprese è perciò opportuno:

·       Controllare già a partire dai mesi di marzo ed aprile periodicamente quelle parti degli stabili solitamente preferiti dalle vespe per nidificare quali solai e sottotetti, cassonetti delle tapparelle, altri manufatto con fessure comunicanti con l’esterno (cassette contatori, ecc…) ispezionati raramente alla ricerca di eventuali favi in corso di formazione e rimuovendoli tempestivamente.
·      Sigillare crepe o fessure eventualmente presenti in pareti esterne o comunicanti con anfratti nonispezionabili (innesti tubazioni e canalizzazioni, ecc..).
·       Utilizzare prodotti repellenti per gli spazi non raggiungibili che possono diventare siti di nidificazione, ad esempio cassonetti di tapparelle, sotto di coppi e coperture in genere (esempio pastiglie di canfora o naftalina, piretro, ecc.)
M. Cassotta
 
Le vespe del genere Polystes che ho ospitato nel mio terrazzo per una stagione
 
Una vespa fotografata da vicino in prossimità del favo che si trovava all’interno del buco
che si vede in figura. Si può notare come nonostante io fossi vicinissima al nido le vespe non
mi attaccassero, poiché mi “conoscevano” come “amica” e non pericolosa per loro.

Comments are closed.